Tutti i giorni quando torno da lavoro mi capita di passare davanti a centri commerciali, ipermercati, supermercati e discount.
Abito all'Arcella e lavoro in zona industriale, quindi passo davanti a un botto di questi negozi.
E immancabile una scena, nella più totale indifferenza: uno o due anziani, pensionati, vestiti normalmente, che son arrivati la in bici e che... rovistano nella spazzatura alla ricerca di qualsiasi cosa. Dal bastone a cazzo ne so io.
Foto da libero-news.it (assurdo, ho preso una foto da libero...)
Gente che ha lavorato una vita e che adesso è in pensione e non arriva a fine mese.
Però vaffanculo, oggi inizia il Grande Fratello eh.
Ah, è morto anche Simoncelli.A me delle moto e dello sport non me ne frega niente. Aspetta... uhm... sono appena morte 2-3mila persone in giro per il mondo. Ma oh, lui era famoso.
Foto da panorama.it
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martedì 25 ottobre 2011
Però è iniziato il Grande Fratello
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martedì 18 ottobre 2011
Roma 15.10.11: E i danni chi li paga?
Domenica mattina dovevo ancora buttare a lavare i vestiti che ancora puzzavano di lacrimogeni, sudore e pollo alle erbe (e di questo ancora non me ne capacito) che già su facebook i miei amici di su partivano col loro leit-motiv post manifestazione:
"E des chi paga?" E adeasso chi paga?

Domanda lecita, ovvio. Con risposta altrettanto ovvia. Ma che mi ha dato da pensare a un particolare...
Sabato io e altre centinaia di migliaia di persone si è andati a Roma, affrontando ore di viaggio con orari improponibili, per urlare la nostra rabbia, reclamare diritti e valori fondamentali come giustizia, lavoro, uguaglianza, rispetto per l'essere umano, diritto alla casa, alla salute, all'istruzione, alla famiglia, alla sicurezza, libertà di scelta in religione e orientamento sessuale, e molto altro. Robetta da niente, no?
Roba che ti chiedi se veramente ha senso che in un Paese civile uno debba scendere in piazza per reclamare cose ovvie come l'istruzione pubblica.
Ma non siamo in un Paese civile e quindi siamo andati a Roma a chiederle. A nome nome nostro e di tutta una nazione. A nome anche di tutti i parolai che "privato è bello" ma che mandano i figli alla pubblica con mezzi pubblici e li fanno curare da dottori del servizio pubblico.
Siamo arrivati a Roma e... beh... sapete tutti com'è andata. Per me è stata comunque un successo, ho visto tante realtà che voglia di cambiare ne hanno da vendere, gente di tutte le età e condizioni sociali che era li a urlare "BASTA!" con le lacrime agli occhi.
E il giorno dopo? Il giorno dopo l'unica cosa che contano sono i danni fatti da qualche centinaio di violenti. Siamo andati a Roma per urlare contro quell'1percento che domina il mondo, e siamo stati oscurati da quell'1permille che ha devastato la città. Mah.
Però la domanda resta: Chi paga i danni?
E la risposta non è "noi", "voi", "cazzi suoi". Non è una gara di scaricabarile e responsabilità... La risposta è un'altra domanda: "e i danni causati da questa crisi chi li paga?"
Perchè è questo l'aspetto di cui molti non se ne sono accorti... Poche migliaia di individui hanno messo in ginocchio l'economia mondiale per aggiungere una fantastiliardo alla loro pila di fantastiliardi, portando alla morte decine di migliaia di persone, peggiorando su molti livelli quella di decine di milioni di altri, senza che nessuno dicesse nulla... a parte chi sabato ha manifestato in tutto il mondo, ovviamente.
Ma gli altri no. Indignati per le macchine bruciate e per i sampietrini che volano, ma non per gli squali della finanza che hanno ucciso deliberatamente migliaia di esseri umani causando una crisi economica globale.
Chi la paga questa crisi? Noi. Noi ci becchiamo l'austerity, noi ci becchiamo i tagli, noi ci becchiamo il rigore, noi ci becchiamo tutte quelle porcherie e la finanza creative e gli orrori economici.
Noi.
Ma i danni a Roma quelli no, quelli li devono pagare i manifestanti, gente che ha reclamato i propri diritti e che è stata oscurata da pochi violenti; persone che non han più nulla da perdere che ci provano comunque a cambiare le cose; cittadini che ormai stan per terra perché non han più niente se non la dignità... tutti colpevolizzati, come se fosse colpa loro se le cose son finite così, come se reclamare i propri diritti fosse sbagliato.
Come se la vetrina di una banca distrutta fosse peggio di una famiglia italiana che ha lavorato per 40 anni ed è finita in mezzo alla strada perché in america qualcuno non è riuscito a pagare il mutuo.
"Noi la crisi non la paghiamo" è uno slogan stupendo, verissimo, il cui valore e significato non va mai dimenticato. Solo che la crisi la stiamo pagando, e senza sconti, e al posto di qualcun altro.
E non ho intenzione di pagare i conti di Roma al posto di qualcun altro.
"E des chi paga?" E adeasso chi paga?
Domanda lecita, ovvio. Con risposta altrettanto ovvia. Ma che mi ha dato da pensare a un particolare...
Sabato io e altre centinaia di migliaia di persone si è andati a Roma, affrontando ore di viaggio con orari improponibili, per urlare la nostra rabbia, reclamare diritti e valori fondamentali come giustizia, lavoro, uguaglianza, rispetto per l'essere umano, diritto alla casa, alla salute, all'istruzione, alla famiglia, alla sicurezza, libertà di scelta in religione e orientamento sessuale, e molto altro. Robetta da niente, no?
Roba che ti chiedi se veramente ha senso che in un Paese civile uno debba scendere in piazza per reclamare cose ovvie come l'istruzione pubblica.
Ma non siamo in un Paese civile e quindi siamo andati a Roma a chiederle. A nome nome nostro e di tutta una nazione. A nome anche di tutti i parolai che "privato è bello" ma che mandano i figli alla pubblica con mezzi pubblici e li fanno curare da dottori del servizio pubblico.
Siamo arrivati a Roma e... beh... sapete tutti com'è andata. Per me è stata comunque un successo, ho visto tante realtà che voglia di cambiare ne hanno da vendere, gente di tutte le età e condizioni sociali che era li a urlare "BASTA!" con le lacrime agli occhi.
E il giorno dopo? Il giorno dopo l'unica cosa che contano sono i danni fatti da qualche centinaio di violenti. Siamo andati a Roma per urlare contro quell'1percento che domina il mondo, e siamo stati oscurati da quell'1permille che ha devastato la città. Mah.
Però la domanda resta: Chi paga i danni?
E la risposta non è "noi", "voi", "cazzi suoi". Non è una gara di scaricabarile e responsabilità... La risposta è un'altra domanda: "e i danni causati da questa crisi chi li paga?"
Perchè è questo l'aspetto di cui molti non se ne sono accorti... Poche migliaia di individui hanno messo in ginocchio l'economia mondiale per aggiungere una fantastiliardo alla loro pila di fantastiliardi, portando alla morte decine di migliaia di persone, peggiorando su molti livelli quella di decine di milioni di altri, senza che nessuno dicesse nulla... a parte chi sabato ha manifestato in tutto il mondo, ovviamente.
Ma gli altri no. Indignati per le macchine bruciate e per i sampietrini che volano, ma non per gli squali della finanza che hanno ucciso deliberatamente migliaia di esseri umani causando una crisi economica globale.
Chi la paga questa crisi? Noi. Noi ci becchiamo l'austerity, noi ci becchiamo i tagli, noi ci becchiamo il rigore, noi ci becchiamo tutte quelle porcherie e la finanza creative e gli orrori economici.
Noi.
Ma i danni a Roma quelli no, quelli li devono pagare i manifestanti, gente che ha reclamato i propri diritti e che è stata oscurata da pochi violenti; persone che non han più nulla da perdere che ci provano comunque a cambiare le cose; cittadini che ormai stan per terra perché non han più niente se non la dignità... tutti colpevolizzati, come se fosse colpa loro se le cose son finite così, come se reclamare i propri diritti fosse sbagliato.
Come se la vetrina di una banca distrutta fosse peggio di una famiglia italiana che ha lavorato per 40 anni ed è finita in mezzo alla strada perché in america qualcuno non è riuscito a pagare il mutuo.
"Noi la crisi non la paghiamo" è uno slogan stupendo, verissimo, il cui valore e significato non va mai dimenticato. Solo che la crisi la stiamo pagando, e senza sconti, e al posto di qualcun altro.
E non ho intenzione di pagare i conti di Roma al posto di qualcun altro.
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mercoledì 5 ottobre 2011
No ma dobbiamo continuare per forza?
Questo Paese ogni giorno che passa va sempre più allo sfacelo.
Un giorno è scoppiata la crisi, correva l'anno 2008 (e ancora non avevamo smaltito quella del 2001), quando andò tutto a rotoli. Negli USA le gente non riusciva a pagare il mutuo, quindi in tutto il mondo l'economia è crollata.
Ovvio no? Domani in Australia gli allevatori di Koala non potranno permettersi l'eucalipto e andrà in casino l'economia mondiale. Logico.
Non ho capito perché se un Paese produce, lavora, si fa il culo... basta che in un altro Paese la gente non paghi il mutuo per mandare in vacca tutto.
Mah... adesso han provato a far chiudere Nonciclopedia, ma vasco ha ritirato la querela (sennò avrebbero ritirato Vasco), mentre adesso voglion chiudere Wikipedia (e tutti i blog) grazie al DDL intercettazioni (more info qui).
Poi ti fai 3-5 anni di università, paghi migliaia di euro tra affitti, retta, cibo, abbonamenti del treno (quindi fai girare l'economia, no?) e scopri che non ci sarà lavoro per te, che devi andare a scaricare cassette al mercato per poter prender 4 soldi. E poi un ministro ti spiega che sei la parte peggiore d'Italia, un altro ministro che sua figlia la crisi non la sente (grazie al cazzo) e che il tuo corso di laurea è una stupidaggine (allora cancellalo no?).
Poi magari entri nel mondo del lavoro, a stage, apprendistati quando va bene, a zero contributi, ti spiegano che la pensione non la vedrai mai, che è giusto fuggire all'estero per trovar lavoro che tanto qua non andrai da nessuna parte... e poi?
E poi ti chiedi chi diavolo te lo fa fare. Chi?
Intanto scopri che non c'è lavoro perché Standard&Poor's hanno abbassato il rating italiano, che Moody's ha abbassato il rating italiano, che lo spread è abissale. Cioè, ma che c'entra con me? Soo un impiegato, che me ne frega delle speculazioni?
E intanto un giorno ti svegli nella tua inquinatissima città e c'è la nebbia, ad agosto. E se bevi una birra e prendi la bici ti ritirano la patente della macchina. Per i trasporti pubblici notturni non ci son soldi, però per spostare la questura si. Per il car sharing (noleggi una macchina del comune) si. Per Veneto City si.
Per il sociale non ci son soldi, bisogna tagliare tutto, risparmiare sulle scuole e sulla sanità, sulla sicurezza e sui controlli, ma i 20miliardi per la TAV li trovano subito no?
Intanto per fare in treno i 40km da bassano a padova ci vuole un'ora e rotti, ma la TAV va fatta eh.
Le autostrade van fatte, così puoi riempirle di autovelox, così anche per prendere la frutta al mercato devi prendere la macchina. Ma poi non devi bere eh.
Come se uno spacciatore ti offrisse la coca sottoprezzo e poi ti pestasse perché ti droghi. Mah.
Ma è questo il Paese che vogliamo? E la colpa è di chi sappiamo tutti eh.
Di quelli che le città stan diventando un incubo sicurezza ma da 3 anni tentan solo di bloccare intercettazioni e processi. Di quelli che l'economia va a rotoli ma ti dicono che la crisi è una balla, che è colpa dei giornali, che è tutta una roba emotiva. Di quelli che pur di non ammettere che in 3 anni è aumentato il costo di tutto e pure delle tasse ti dicono che è colpa dei governi degli anni 80. 20 anni fa?!?!
No ragazzi, non si può continuare così, non si può!
Un giorno è scoppiata la crisi, correva l'anno 2008 (e ancora non avevamo smaltito quella del 2001), quando andò tutto a rotoli. Negli USA le gente non riusciva a pagare il mutuo, quindi in tutto il mondo l'economia è crollata.
Ovvio no? Domani in Australia gli allevatori di Koala non potranno permettersi l'eucalipto e andrà in casino l'economia mondiale. Logico.
Non ho capito perché se un Paese produce, lavora, si fa il culo... basta che in un altro Paese la gente non paghi il mutuo per mandare in vacca tutto.
Mah... adesso han provato a far chiudere Nonciclopedia, ma vasco ha ritirato la querela (sennò avrebbero ritirato Vasco), mentre adesso voglion chiudere Wikipedia (e tutti i blog) grazie al DDL intercettazioni (more info qui).
Poi ti fai 3-5 anni di università, paghi migliaia di euro tra affitti, retta, cibo, abbonamenti del treno (quindi fai girare l'economia, no?) e scopri che non ci sarà lavoro per te, che devi andare a scaricare cassette al mercato per poter prender 4 soldi. E poi un ministro ti spiega che sei la parte peggiore d'Italia, un altro ministro che sua figlia la crisi non la sente (grazie al cazzo) e che il tuo corso di laurea è una stupidaggine (allora cancellalo no?).
Poi magari entri nel mondo del lavoro, a stage, apprendistati quando va bene, a zero contributi, ti spiegano che la pensione non la vedrai mai, che è giusto fuggire all'estero per trovar lavoro che tanto qua non andrai da nessuna parte... e poi?
E poi ti chiedi chi diavolo te lo fa fare. Chi?
Intanto scopri che non c'è lavoro perché Standard&Poor's hanno abbassato il rating italiano, che Moody's ha abbassato il rating italiano, che lo spread è abissale. Cioè, ma che c'entra con me? Soo un impiegato, che me ne frega delle speculazioni?
E intanto un giorno ti svegli nella tua inquinatissima città e c'è la nebbia, ad agosto. E se bevi una birra e prendi la bici ti ritirano la patente della macchina. Per i trasporti pubblici notturni non ci son soldi, però per spostare la questura si. Per il car sharing (noleggi una macchina del comune) si. Per Veneto City si.
Per il sociale non ci son soldi, bisogna tagliare tutto, risparmiare sulle scuole e sulla sanità, sulla sicurezza e sui controlli, ma i 20miliardi per la TAV li trovano subito no?
Intanto per fare in treno i 40km da bassano a padova ci vuole un'ora e rotti, ma la TAV va fatta eh.
Le autostrade van fatte, così puoi riempirle di autovelox, così anche per prendere la frutta al mercato devi prendere la macchina. Ma poi non devi bere eh.
Come se uno spacciatore ti offrisse la coca sottoprezzo e poi ti pestasse perché ti droghi. Mah.
Ma è questo il Paese che vogliamo? E la colpa è di chi sappiamo tutti eh.
Di quelli che le città stan diventando un incubo sicurezza ma da 3 anni tentan solo di bloccare intercettazioni e processi. Di quelli che l'economia va a rotoli ma ti dicono che la crisi è una balla, che è colpa dei giornali, che è tutta una roba emotiva. Di quelli che pur di non ammettere che in 3 anni è aumentato il costo di tutto e pure delle tasse ti dicono che è colpa dei governi degli anni 80. 20 anni fa?!?!
No ragazzi, non si può continuare così, non si può!
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