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mercoledì 8 agosto 2012

Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso!

F. Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 125

125. L’uomo folle. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!”. A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre piú lontana da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. Si racconta ancora che l’uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”.


venerdì 20 gennaio 2012

"Buon compleanno Sic!" Si vendono biglietti

Sic è morto e stramorto. No? Quindi gli si fa la festa di compleanno.

In un palazzetto dello sport.

A Rimini.

A 20€ l'ingresso.

Ma andatevene a fare in culo

martedì 25 ottobre 2011

Però è iniziato il Grande Fratello

Tutti i giorni quando torno da lavoro mi capita di passare davanti a centri commerciali, ipermercati, supermercati e discount.

Abito all'Arcella e lavoro in zona industriale, quindi passo davanti a un botto di questi negozi.

E immancabile una scena, nella più totale indifferenza: uno o due anziani, pensionati, vestiti normalmente, che son arrivati la in bici e che... rovistano nella spazzatura alla ricerca di qualsiasi cosa. Dal bastone a cazzo ne so io.

Foto da libero-news.it  (assurdo, ho preso una foto da libero...)

Gente che ha lavorato una vita e che adesso è in pensione e non arriva a fine mese.

Però vaffanculo, oggi inizia il Grande Fratello eh.

Ah, è morto anche Simoncelli.A me delle moto e dello sport non me ne frega niente. Aspetta... uhm... sono appena morte 2-3mila persone in giro per il mondo. Ma oh, lui era famoso.

 Foto da panorama.it 

giovedì 6 ottobre 2011

Apple ha perduto un genio visionario e creativo, e il mondo ha perso una persona incredibile. Quelli che sono stati abbastanza fortunati da conoscere e lavorare con Steve hanno perso un caro amico e un mentore fonte di ispirazione. Steve lascia un'azienda che soltanto lui ha potuto costruire, e il suo spirito sarà per sempre il fondamento di Apple.
Steve Jobs 1955 - 2011

E' mancato stanotte, e il mondo ha perso definitivamente qualcuno che era in grado di farlo sognare. Ciao Steve, grazie per tutto ciò che ci hai dato (a pagamento, ma tant'è)